Le
invasioni, i saccheggi e le angherie subite dai popoli che
volevano dominare il territorio salentino, hanno condizionato
drasticamente la vita dei residenti. La strage degli 800 otrantini
da parte dei turchi nel 1480 e il sanguinoso saccheggio di
Castro nel 1537 hanno fatto capire che una strategia di difesa
e fortificazione del territorio era ormai tanto necessaria
quanto indispensabile per fronteggiare gli attacchi che venivano
dal mare. |
L’idea era proprio quella di creare qualcosa che permettesse
alla gente di trasmettere in tempo reale l’allarme di
incursione proveniente dalla costa, ed è così
che a partire dal 1500, la costa jonica e adriatica furono
costeggiare da imponenti torri di avvistamento. Non solo,
il piano di fortificazione e difesa prevedevano anche la ricostruzione
di alcune specie di torri erette con gli svevi e angioini,
e la massiccia protezione delle masserie, per salvaguardare
l’economia del salento. Considerate uno dei veri e propri
gioielli dell’edilizia militare, le torri avevano tempi
di costruzione molto lunghi ma anche il costo non era sempre
affrontato con facilità. Per ovviare a questo problema,
gli spagnoli escogitarono il modo più semplice per
far sì che la gente non rinunciasse alla costruzione
delle stesse. Stabilirono che chi avesse contribuito a creare
queste torri di avvistamento avrebbe ricevuto il titolo di
capitano della torre e avrebbe potuto riscuotere denaro per
dare in cambio la difesa del territorio.
Le torri costiere della provincia di Lecce sono situate, quasi
tutte, sulla litoranea, da S. Cataldo al Capo di Leuca e proseguendo
lungo la costa jonica fino a Porto Cesareo. Per citarne qualcuna
partiamo dall’Adriatico, da Torre Specchiolla a Torre
Rinalda. Da Torre Chianca ai ruderi di Torre Veneri, Torre
dell’Orso, San Foca, le torri di Diso Andranno, la Torre
dell’ Omo Morto a Leuca, fino ad arrivare sul versante
jonico con Torre Vado, Torre Pali, Torre Mozza, Torre Suda,
a Gallipoli Torre Sabea, e la spettacolare Torre delle Quattro
Colonne.
|