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La storia del Salento
 
Bagnata dal mar Jonio e dal Mar Adriatico, la penisola salentina è la più antica delle terre pugliesi. Un tempo, infatti, era chiamata Terra d'Otranto e comprendeva tutta la provincia di Lecce, parte della provincia di Brindisi e Taranto. Il Salento è la regione più orientale d'Italia, affacciata sul Mar Mediterraneo, e grazie alla sua posizione geografica, è stata da sempre una terra di frontiera, dove l’alternarsi di diverse civiltà ha dato vita a una terra ricca di cultura, arte e tradizione.
Le prime popolazioni che occuparono questa terra furono proprio i Fenici nel 1600 a.C. circa, abili commercianti con una fitta rete di scambi commerciali via mare. Poi fu il turno delle popolazioni indoeuropee, come i Micenei, giunte fino al sud attraversando le Alpi, e le decine di dolmen e di menhir che si trovano nel basso Salento sono una testimonianza di questo periodo, pur trattandosi solo di una piccola parte sopravvissuta a guerre e invasioni. I primi abitanti civili e organizzati del territorio sono i messapi, un popolo di lavoratori dediti all’agricoltura, all’allevamento del bestiame e alla lavorazione della ceramica. Diedero vita a una civiltà molto avanzata, e un grande impulso alla nascita delle città, che in quell’ epoca si potevano riconoscere per la presenza di monumentali cinte murarie. Ben sette di queste città erano situate tra Lecce e Santa Maria di Leuca: Rudiae, Bastae, Neretum, Aletium, Uxentum, Soletum, Veretum; di questi centri rimangono rovine venute alla luce, nel corso degli anni, dalle numerose campagne di scavo e le mura. Nell’ VIII secolo a.C. i Greci fondano città come Gallipoli, Otranto e Taranto, per poi divenire grandi centri di riferimento della Magna Grecia. A questo periodo risale la creazione di altri 9 comuni che, ancora oggi, non riescono a dimenticare le loro origini dove si continua a parlare il griko, un dialetto molto simile alla lingua dei loro padri ellenici. L’area così chiamata Grecia Salentina comprende Calmiera, Castrignano dei Greci, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino, ma in passato era tutta la zona che si estende da Gallipoli a Otranto. Testimonianze architettoniche sono la prova della presenza di queste popolazioni ma non solo, anche la cultura e le credenze popolari, la musica e la gastronomia sono dei segni che, nonostante il trascorrere dei secoli, sono rimasti indelebili. La penisola salentina è testimone di una profonda trasformazione con l’arrivo dei Romani nel 266 a.C. che, inizialmente, diventò provincia romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale ed essi sfruttarono la sua posizione strategica per intensificare la loro rete commerciale . Successivamente il cambiamento è ormai evidente grazie al continuo dono di infrastrutture, opere pubbliche, ma anche la poesia, la scultura, la pittura fanno di questa una civiltà ormai avanzata e prospera per quel periodo. Anche questo momento idilliaco volge al termine, il Salento infatti, incluso tra Impero Romano d’Oriente e d’Occidente, è teatro di guerre tra i popoli germanici (Impero d’occidente) e i popoli bizantini (Impero d’Oriente) e tutto questo fino alla sconfitta definitiva dell’Impero romano d’Occidente avvenuta nel 476 d.C. I Romani lasciano per sempre la penisola salentina lasciando spazio ai brevi, ma intensi, contatti con la sponda balcanica fino alle invasioni di Goti, Longobardi e Bizantini giunti nel IV secolo a.C. Questi ultimi esercitarono per lunghi secoli il loro dominio, lasciando in queste terre un'impronta indelebile, vista soprattutto la lenta, ma costante, penetrazione della Chiesa d’Oriente. In nome dell’Impero d’Oriente questi popoli diffondono lingua, cultura, religione e riti greco-orientali. Tutto questo caratterizzò la vita religiosa dei residenti, dapprima con l’arrivo di popolazioni in fuga dalle persecuzioni politico-religiose, che chiedevano asilo alla nostra gente, e più tardi con il diffondersi del monachesimo, in nome di San Basilio. In particolare si moltiplicano i monasteri dei monaci Benedettini e le cripte dei Basiliani, cioè delle grotte scavate nella roccia e poi affrescate. Nel 1701, a sconfiggere i Bizantini sono i Normanni grazie ai quali si apre un nuovo periodo durante il quale arte e letteratura tornano ad essere di primaria importanza e si diffonde la cultura romanica. Gli Svevi che, succedono ai Normanni, favoriscono il mantenimento della pace interna e lo sviluppo culturale e artistico della regione salentina. Periodo breve, purtroppo, che termina a causa degli Angioino e Aragonesi, i quali cercano di contendersi duramente il territorio. Altro capitolo importante è quello che vede il Salento al centro delle mire espansionistiche dei Turchi. Un episodio che non viene ricordato piacevolmente poiché Otranto nel 1480 fu attaccata e saccheggiata e la cui resistenza venne punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Questo è uno degli episodi che porta gli spagnoli alla costruzione, già dal ‘500, delle torri di guardia per difendere, in qualsiasi momento, i territori occupati. Realizzate sotto il regno di Carlo V, le torri costituivano un sistema di avvistamento che consentiva di organizzare difese di emergenza in occasione delle molteplici incursioni dal mare e sono tuttora visibili lungo gran parte della costa pugliese. In questo periodo Lecce diventa una delle città più belle e importanti, è il cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche e, oltre ad attirare nobili e studiosi, fu consacrata tale dalla veloce diffusione del barocco, coinvolgendo anche l’immediato entroterra al repentino cambiamento e miglioramento del tenore di vita. Grazie alla facilità di lavorazione della cosiddetta pietra leccese, il Barocco è un segno evidente per molti edifici civili e religiosi con putti, trabeazioni elaborate, grifi, balaustre ardite, tutte realizzate nel marmo dei poveri. Anche nella Grecia Salentina, comuni come Corigliano d’Otranto, Melpignano, Soleto sono l’esempio lampante di questa espressione artistica, un continuo alternarsi tra lo splendore architettonico e il sorgere di accademie, ordini religiosi. A questo periodo florido ne segue uno di brigantaggio e malcontento popolare ma solo per pochi decenni, si tratta degli inizi del’700, quando la Puglia viene occupata dagli Austriaci. Il Regno delle due Sicilie con Carlo di Borbone prima e Ferdinando IV poi, dona alla penisola salentina lo splendore e la tranquillità ormai persa, grazie anche all’attuazione di nuove riforme e al continuo cambiamento e tutto questo fino al 1860, anno dell’unificazione italiana.
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* Foto di Lorenzo e Antonio Milano
 
 
 
 
 
 
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