Una
caratteristica tipica del territorio salentino è la
conformazione del suo sottosuolo, è di origine carsica
e questo fenomeno ha favorito la nascita di insediamenti rupestri.
Si tratta di grotte millenarie e, grazie ai ritrovamenti di
fossili e di altra natura, gli studiosi hanno potuto ricostruire
la storia dell’intero bacino del Mediterraneo. Per esempio,
a Porto Badisco, sul mar Adriatico, è stato ritrovato
un segno importantissimo per la storia del Salento, alcune
decine di anni or sono, quasi per caso, è |
stata individuata una grotta naturale, la Grotta dei Cervi,
di origine carsica che era stata rifugio dell'uomo preistorico
nel Salento durante il periodo Neolitico. La Grotta presente
oltre tremila pittogrammi in ocra e guano di pipistrello rappresentanti
scene di caccia, danze, figure geometriche, sciamani, mentre
nella Grotta Romanelli, a Castro, i graffiti rappresentano
una mitologia basata sul simbolismo sessuale e sono stati
ritrovati resti di elefanti, pinguini, cervi e rinoceronti.
Un’altra grotta nota a migliaia di turisti è
quella della Zinzulusa, chiamata così a causa della
sua conformazione delle rocce interne stalattitica e stalagmitica
e che ricordano tanti stracci appesi (zinzuli). Alla grotta
si può accedere sia dal mare sia da un dirupo attrezzato
nel corso degli anni, per agevolare l’ingresso. Nel
Capo di Leuca la Grotta Tre Porte, così chiamata perché
ha tre arcate a vista sul mare, conserva ancora i resti dell’uomo
di Neanderthal e resti di fauna africana.
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