Fu municipio romano con il nome latino Anxa, in seguito saccheggiata
dai vandali nel 456 e poi passò per circa 517 anni
sotto il dominio dell’impero d’oriente, dove divenne
colonia greca con il nome di Kalè Polis ( Città
Bella). I Normanni la conquistarono nel 1701, ma fu rasa al
suolo dal re Carlo D’Angiò nel 1284. Gallipoli
è stata ricostruita per volere della regina Giovanna
I nel XIII secolo e fece fronte agli attacchi dei turchi,
veneziani e a quelli di Carlo VIII, ma divenne roccaforte
degli spagnoli fino al 1860, anno in cui fu annessa al Regno
d’Italia.
La caratteristica della cittadina è la divisione della
sua estensione territoriale in due zone ben definite: la città
vecchia e il borgo nuovo.
Le vie del centro storico sono strette e tortuoso e questo
schema di costruzione risale alla prima metà del 900
d.c., quando la città fu conquistata dai Saraceni.
Un tempo Gallipoli era unita alla terraferma da un istmo,
l’unico passaggio per accedere alla città. Questo
passaggio era chiamato Porta terra e fu creato nel 1310 per
opera di Roberto D’Angiò, figlio di Carlo II
e in seguito distrutto nel 1887.
Nel 1484 Gallipoli fu occupata dai Veneziani che per accrescere
la difesa dell’isola progettarono di tagliare l’istmo.
Quest’opera fu, però eseguita solo dopo alcuni
anni da parte degli Aragonesi che intanto presero possesso
della città. Tra il 1601 e il 1608 fu realizzato il
ponte con una struttura a dodici arcate e ancora oggi, questo
ponte, è l’unico punto di collegamento tra l’isola
e la terra ferma.
Il suggestivo centro storico, quindi, sorge su di un’isola
calcarea ed è ricco di affreschi, costruzioni antiche
e tutto ciò che è testimonianza, come abbiamo
appena visto, di moltissime popolazioni e civiltà del
passato. Per fronteggiare, infatti, gli attacchi nemici nel
1500 si eressero delle mura di cinta che poi furono ridimensionate
in altezza alla fine dell’800, per consentire la vista
del fantastico panorama. Le vie del centro storico sono costellate
da bellissimi palazzi in stile barocco (come Palazzo Balsamo,
Tafuri, Senape, Pirelli e quello del seminario), e da numerose
chiese e chiesette soprattutto lungo le cinta murarie.
Subito dopo aver attraversato il ponte, ci si trova dinanzi
all’ultimo baluardo di un lontano passato, la fontana
greco – romana, considerata la più antica d’Italia
, adorna di fregi e cariatidi che raccontano la metamorfosi
di Dirce, Salmace di Biblide, trasformate in fonti. Da qui
si entra nel borgo nuovo, dove il passaggio alla modernità
è drasticamente segnato dal Grattacielo. E’ situato
all’inizio di Corso Roma, via nevralgica che divide
la città nuova in due parti comunemente denominate
“ scirocco e tramontana”. Negli ultimi decenni,
Gallipoli ha conosciuto una notevole espansione edilizia e
può essere considerata uno dei più fiorenti
centri salentini e ambita meta turistica. |